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Il Portatore dell'Aquila

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Un grande romanzo d'avventura - I luoghi e i protagonisti Bjorn Rasmussen detto “Mano di ferro” Capo di una grossa banda di vichinghi che, con due navi, compie scorrerie nel mar Baltico. Virgil Un misterioso ragazzo che porta al collo un'aquila d'argento e che qualcuno vuole uccidere a tutti i costi. Mirja Proprietaria della Locanda del Crocevia. Una donna bellissima e forse dotata di poteri magici. La Locanda del Crocevia Bordello, caravanserraglio e locanda per i viaggiatori delle terre del Nord. Laggiù tutti raccontano i loro viaggi e le loro avventure e Mirja ascolta... Huamar, l'egiziano Un saltimbanco per necessità, ma in realtà uomo colto e studioso di arti che giungono dall'Oriente. Trekkar, il mago. Un despota malvagio che terrorizza la regione e tiene tutti sotto un pugno di ferro, grazie alle sue arti demoniache. Vive in un castello inaccessibile che si dice colmo di tesori. *** Se non volete aspettare e acquistare la versione  cartacea del libro potete t...

Il Portatore dell'Aquila - Cap. 1

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Capitolo 1 Attacco sul Fiume “Libera nos, domine, a furore normannorum!” (Liberaci, o Signore, dalla furia degli uomini del nord). Era buio e freddo. Solo un quarto di luna illuminava un cielo striato di nubi. Si sentiva lo sciabordio dell'acqua sulla riva del fiume, per il resto invisibile per il denso tappeto di nebbia che lo ricopriva nascondendo l'altra riva. Sopra la nebbia apparve la testa di un drago. La testa si ingigantì, avanzando decisa e terribile pur nella rigidità del legno scolpito. La prua del drakkar uscì del tutto dal banco di nebbia, rivelando man mano l'intera nave che scivolava sull'acqua spinta dalla forza silenziosa di decine di remi. Un'altra nave, simile alla prima, apparve a sua volta dietro di quella. Dalle due navi non giungeva alcun rumore, i rematori piegati sui remi trattenendo persino lo sbuffare della fatica. Come due giganteschi millepiedi, i due lunghi scafi scivolarono silenziosi verso la piccola spiaggia e il molo, che segnavano ...

Il Portatore dell'Aquila - Cap. 2

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Cap. 2 Una trappola? Approfittando della nebbia che ancora saliva dal fiume per allontanarsi indisturbate, le due navi lunghe erano rimaste comunque all'interno della foce del fiume che avevano risalito durante la notte e che portava al villaggio obiettivo della razzia. Poiché la zona era ricca di pericolosi banchi di sabbia, le due navi avevano sostato nei pressi di una bassa isola al centro del canale principale, attendendo la marea favorevole e la luce del nuovo mattino per puntare verso il mare aperto. L'isola era fangosa, disabitata e cosparsa di canneti e nessuno avrebbe potuto attaccarli laggiù per tentare qualche improbabile rappresaglia. I vichinghi erano rimasti a bordo delle navi, approfittando della sosta per dormire e riposarsi dopo l'azione, sistemando meglio a bordo il bottino. Il pennone, il lungo palo orizzontale che normalmente serviva a sostenere la vela, era stato disposto lungo l'asse di ciascuna nave e su si esso la vela era stata disposta a formar...

Il Portatore dell'Aquila - Cap. 3

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Cap. 3 La tempesta Un'ora dopo, levatasi la foschia del mattino, le navi lasciarono l'isola di sabbia e puntarono verso il mare, mentre l'aria più chiara e un pallido sole lasciavano sperare una giornata tiepida, dopo i rigori dell'inverno recente. C'era poco vento, per cui i vichinghi diedero mano ai remi per immettere le navi nella corrente di marea diretta verso la foce. Presto furono in mare aperto e allora occorse fare forza sulla voga perché, per bordeggiare la costa come aveva indicato Bjorn, occorreva vincere una brezza contraria che aveva cominciato a sollevare onde brevi e fastidiose a tre quarti di prua, che inzuppavano tutti quelli che erano a bordo. Come sempre, in quelle condizioni, metà dell'equipaggio lavorava curvo sui remi e l'altra metà sgottava l'acqua che entrava dal basso bordo e si accumulava sul fondo della nave, poche decine di centimetri sotto il tavolato dell'unico ponte. A poppa, in piedi sul lato opposto del timoniere, Bj...