I Diari di Morgan - Le macchine di Jacobs
di Giorgio Pezzin Le macchine di Jacobs avevano funzionato per molti anni all'interno di una serie di tetri capannoni che formavano una delle prime fabbriche della regione, nella seconda metà del secolo scorso. Di architettura vagamente gotica, i capannoni erano neri e fuligginosi con grandi finestre chiuse da inferriate e dai vetri sporchi, oltre i quali era tutto un baluginare di fiamme e di fumo. Dall'interno uno stridio di meccanismi in movimento, clangori, urti e ansiti come se mille mostri vi fossero chiusi dentro prigionieri e sforzassero per uscire. E mostri erano quelle macchine: gigantesche vaporiere sbuffanti che muovevano ciclopiche pulegge; ingranaggi digrignanti denti mostruosi che si incastravano senza fine stritolando il minerale che poi finiva nelle bocche fumanti dei forni; che lo vomitavano rosso e ardente negli stampi dove rattrappiva, sfrigolava e infine si pietrificava come preda di un infernale incantesimo. In mezzo ai vapori e ai ru...