Perché questo Blog?

Perché questo Blog?

(Questa è praticamente la mia storia digitale. Non è necessario leggerla per godersi il sito. Praticamente serve a me per ricordare la strada fatta e fare il punto della situazione. Noi vecchi  a volte ragioniamo così. Abbiamo solo necessità di riordinare i ricordi che ormai sono tanti e si accavallano. La conclusione della storia, però, potrebbe essere interessante per una persona giovane, quindi decidete voi.)


Questo blog nasce da un nuovo esperimento.
Ma come, un altro?
Già. Non è certo il primo. Riesumiamo un po' di reperti storici...


Anni 1999 / 2001


Internet era arrivato da poco (ufficialmente internet nasce nel 1983, mentre il web WWW - World Wide Web - con pagine e immagini nasce nel 1991 per merito del CERN)  e io, dopo un corso letto su Repubblica,  (sì, proprio il giornale) che aveva pubblicato come allegato un volumetto-manuale su come creare un sito web, mi ero dato subito da fare.

Io ero un entusiasta di internet e tenete presente che, già nel 1983, avevo scritto una storia per TOPOLINO dove Paperon De Paperoni, il celebre miliardario, aveva cavalcato la Rivoluzione Elettronica adottando il digitale per le sue industrie e inventando le chat, i social, il telelavoro, il commercio elettronico, i robot in fabbrica... e il furto dei dati da parte della Banda Bassotti, con conseguente ricatto sulla privacy!  Ecco qua la prima pagina della storia di 43 anni fa!


Ma torniamo alla creazione dei primi siti web. Quelli, cioè, dove si potevano leggere le pagine direttamente sullo schermo con testo e immagini - prima di allora si usava scambiarsi solo pacchetti di dati, come files singoli o cartelle.
Allora si usava Netscape come browser e NetscapeComposer o Front Page  come editor web.  Avevo subito costruito vari siti di tipo diverso, anche per conto terzi. Creare un  sito web era diventato subito un lavoro ben pagato ed era anche un grosso investimento: pensate che registrare un dominio web costava un milione di lire o più.  Adesso bastano circa 5 euro!

D'altra parte anche i computer costavano una fortuna. Mi ricordo che il mio Olivetti M24 - schermo verde, 5 mega di RAM, dischi flessibili da 5 pollici -  nel 1983 l'ho pagato 7,2 milioni di lire, quanto un'automobile media. Tuttavia mi ero laureato nel 1975 e sapevo calcolare solo con il regolo perché il calcolo elettronico all'Università di Padova era una cosa ancora troppo nuova.
Così, come ingegnere civile, ero nato già obsoleto e avevo dovuto adeguarmi. Tuttavia a quel tempo avevo già capito che l'Ingegneria Civile, con tutte le sue miserie di politica e affini,  non faceva per me (quindi cari giovani, pensate a Ingegneria Elettronica, o Chimica o altro che non abbia a che fare con Territorio e Appalti dove appunto c'entra la politica - quella con p minuscola), e avevo aperto un negozio di Modellismo, altra mia passione, per giocare/vendere nelle ore libere dai fumetti. (Eh, sì. In pratica, ho giocato tutta la vita). 

Quindi il computer in realtà, non mi serviva per l'ingegneria, ma solo per vedere come funzionava. Scrissi subito il programma di magazzino, in DBIII, che funzionò alla grande per almeno 15 anni. Conservo ancora il quaderno con gli appunti di allora, perché l'impresa mi diede grande orgoglio e soddisfazione.

Ovviamente, in ambito fumettistico, quando lo schermo verde si trasformò in quello nero con testi e immagini a colori di Windows 98, avevo subito creato FumettieStorie, il mio sito personale totalmente statico e fatto interamente da me, che avevo pubblicato nel 1999.

Poco tempo dopo il sito era diventato dinamico (cioé utilizzante un database MySQL e linguaggio PhP) grazie alla collaborazione con mio figlio Paolo, saggiamente incoraggiato come programmatore e diventato molto più bravo di me. Questo  comprendeva una sezione di fumetti a pagamento, tra i primi in Italia. Certamente il primo creato direttamente da un Autore.

L'idea era semplice: creare un gruppo di autori, sceneggiatori, disegnatori, coloristi, illustratori, ecc. che potessero pubblicare i loro lavori direttamente senza bisogno di editori, e senza consumare carta! Solo prodotti digitali e basta. Ognuno sarebbe stato responsabile delle proprie storie e avrebbe incamerato la maggior parte dei ricavi; il contrario di quanto avveniva allora. 

Secondo il programma che stava dietro al sito, un utente poteva accedere al sito e leggere alcune storie gratis.
Poi, se gli piacevano, poteva comprare un certo numero di pagine, diciamo 500 pagine per 5 euro.
Poi andava a leggere le storie a pagamento, dove ogni pagina letta gli veniva sottratta dal suo plafond di pagine prepagate. Quando avesse esaurito le pagine, poteva comprarne altre.

Il vantaggio di un sistema come questo era enorme: Il lettore pagava solo le pagine che leggeva. Se smetteva di leggere perché la storia non gli piaceva, semplicemente smetteva di spendere, al contrario di quando comprate un giornaletto in edicola. Spesso un giornale si compra per una storia, o perché c'è un articolo che vi interessa. E tutto il resto? Soldi sprecati, ovviamente.

Un altro vantaggio era per l'autore: ogni autore aveva un accesso privilegiato con cui poteva visionare come andavano le "vendite/letture". Se vedeva che i lettori leggevano le prime pagine di una storia e poi smettevano di andare avanti, evidentemente c'era qualcosa che non andava e lui poteva modificare la storia. Oppure dedicarsi ad un altro mestiere!

Questa cosa generava anche maggior "giustizia" nei confronti degli autori. Se una storia non funzionava o un autore non era bravo, erano direttamente i lettori a dirlo, e non le scelte di un redattore o le antipatie di un direttore, che su FumettieStorie semplicemente non esisteva.

Vi ricordate la storia di Joanne Rowling, l'autrice di Harry Potter? Si dice che avesse contattato 80 editori prima che le sue storie venissero accettate. Questo significa che molti Editori non capiscono niente di mercato, di letteratura e di cosa vogliono i lettori. Tenetene conto, quando un Editore rifiuta le vostre storie dicendo di essere "esperto".

Insomma, tutto bene?

No. Il sito non ha funzionato per diversi motivi.
Il pagamento delle pagine doveva avvenire per bonifico bancario perché allora non esistevano pagamenti elettronici rapidi come adesso. Non c'era Paypal, non c'erano le carte prepagate e la struttura bancaria/informatica cui mi ero rivolto (non faccio nomi per decenza e perché adesso c'è la "privacy", spesso comodissima per i cialtroni), esigeva il cinquanta per cento dell'importo per eseguire il micropagamento. Assurdo!

Inoltre non c'erano gli smartphone nè i tablet e la gente avrebbe dovuto leggere i fumetti sul computer, mentre tutti preferivano, anzi esigevano, la carta, che si può collezionare e mettere su uno scaffale. Chi usa il computer in treno o su un autobus mentre va al lavoro?

Infine i molti colleghi che avrebbero potuto associarsi all'impresa... non avevano materiale proprio da pubblicare. Nel senso che lavoravano per Editori vari e le storie pubblicate diventavano proprietà degli Editori, spesso per sempre, senza la possibilità di riutilizzarle.
Io potevo pubblicare su FumettieStorie perché avevo prodotto anche del materiale che era stato venduto agli Editori per una sola pubblicazione e poi ridiventava mio (cioé mio e del disegnatore che lo aveva disegnato, nel caso di tavole a fumetti).

Ma gli altri potenziali compagni di viaggio non avevano nulla, quindi avrebbero dovuto produrre nuove storie da zero, contando solo sui proventi del sito, che specialmente all'inizio, non erano certo garantiti.

Inoltre io credo anche che il motivo fosse che noi autori pensiamo sempre di essere... i più bravi, per cui mettersi insieme ad altri e suscitare confronti sia negativo. Quindi solo un paio di amici e colleghi aderirono e io non potevo certo fare tutto da solo. 

Tra l'altro avevo avuto - pensate un po' - la brillante idea di animare molte storie usando FLASH, una tecnologia di MACROMEDIA (poi acquisita da ADOBE) che prometteva faville. Tuttavia Flash a quanto pare consentiva anche ai malintenzionati di scrivere facilmente codice malevolo e introdurlo nelle animazioni per cui, prima da Apple e poi da tutti gli altri, Flash fu bandito e infine abbandonato. E io che mi ero fatto un mazzo spaventoso!!


Insomma, restituii (con bonifico)  il denaro ai lettori che avevano comprato le pagine e la cosa finì lì. Continuare era troppo complicato e i tempi non erano ancora maturi per un prodotto digitale.

Dite che avrei dovuto pensarci prima? Sì, certamente, ma ero troppo entusiasta per l'avvento di Internet per ragionare correttamente. Io sono fatto così. Ci devo provare!


La rivoluzione del 2009/2011


Nel 2008 nasce l'Apple Store e nel 2010 Apple lancia in Italia l'iPad e tutti i problemi di prima (almeno così speravo e credevo) si erano risolti. L'iPad era il device perfetto per i fumetti. Schermo grande (o meglio abbastanza grande) facilità d'uso e soprattutto sistema di pagamento e remunerazione degli autori equo ed ed efficiente.

Immediatamente creai ComicsBay, un sito apposito (e svincolato da FumettieStorie, troppo personale)  per pubblicizzare le mie storie e venderle su Apple Store. Ma prima dovevo prepararle e modificarle in modo che fossero leggibili su un iPad. Cioé, da normali pagine a fumetti dovevano diventare App!

Ecco quindi che, da felice ed economico utente Windows, dovetti acquistare un costosissimo (ma eccezionale) iMac, con superschermo in alta definizione e poi un iPad per verificare i risultati entrando in pieno nell'ecosistema Apple.

Se mi ricordo bene l'iPad uscì nella primi mesi del 2010 e nel novembre 2010 avevo già consegnato al programmatore (mio figlio aveva preso un'altra strada e io non volevo più coinvolgerlo nelle mie pazzie) i primi PDF delle storie (restaurate e modificate, spesso con le vignette rimontate, con il lettering rifatto, ecc. )  da pubblicare su APPLE STORE. 
A proposito: programmatori costosissimi per creare poco più che dei... lettori PDF!

Vabbè, lasciamo stare le polemiche.

In ogni caso ricordo una sera, anzi, una notte di un sabato di dicembre 2010 in cui APPLE, dagli Stati Uniti rispondeva in modo affermativo alla mia richiesta di pubblicare su Apple Store i miei fumetti e mi dava disposizioni per farlo al meglio.
Questo quando gli Editori italiani, interpellati durante la settimana e in orario lavorativo, manco ti rispondevano. E poi dicevano che l'Editoria era in crisi...
Vabbè, lasciamo stare anche questo.

In quel periodo mi ha dato un grande aiuto Narcissus, un sito web nato per promuovere l'autopubblicazione  sia di fumetti, sia soprattutto di libri.
Era arrivato anche Amazon e pubblicare e vendere direttamente le proprie opere era finalmente possibile per tutti.
O meglio, per quasi tutti, perché il sistema era comunque macchinoso e decisamente complicato per chi non era pratico.
Narcissus aveva costruito un sistema che aiutava molto, sia nella realizzazione del prodotto, sia e soprattutto nella commercializzazione che avveniva contemporaneamente su centinaia di librerie digitali tra cui Amazon e AppleStore.

In particolare io ero stato tra i primi a contattarli per la vendita di fumetti e trovai tanta disponibilità che Narcissus creò per me addirittura una edicola personale su Apple Store.  ( A proposito, Narcissus adesso si chiama StreetLib e la consiglio vivamente a chiunque voglia pubblicare la sua opera).
Adesso l'edicola non c'è più e su Apple Store non si vendono praticamente più comics.

Ecco alcune copertine delle App che contenevano i miei fumetti, quasi tutti realizzati a suo tempo con i disegni di  Giorgio Cavazzano e poi modificati da me per la nuova riedizione digitale, compresa la creazione delle copertine e tutto il resto (la Grafica è sempre stata la mia passione).










Ovviamente anche Comics Bay era aperto alla collaborazione di altri colleghi autori. Avevo anche pubblicizzato la cosa creando L'Isola delle Storie, di cui ComicsBay era solamente una baia, un punto di approdo. Questa qui sotto è una mappa disegnata da me




C'erano anche il Promontorio delle Fiabe; la Collina dei Romanzi; la Cala delle Leggende, il Versante dei Racconti e la Cime dell'Avventura... insomma c'era spazio per tutti. 
Questa qui sotto, invece, é una nuove versione dell'isola disegnata dall'intelligenza Artificiale, dandole in pasto la prima. E' sicuramente più bella, il succo, però, è lo stesso. 




Eeh, è stato un bel periodo, ricco di speranze e di aspettative. 
Tutte deluse, purtroppo.
Eh, sì. E' andata male anche questa volta.

Apple avrà anche guadagnato un sacco di soldi vendendo App, ma certo i fumetti digitali non sono stati venduti come tutti noi autori speravamo. Inoltre neanche stavolta i colleghi si sono fatti vivi, ognuno ha provato per una strada diversa e ognuno ha fallito per conto suo.

I miei fumetti sono ancora in vendita su Amazon (andate su Amazon Kindle Store e cercate Giorgio Pezzin) ma le vendite sono praticamente a zero, e neanche i libri digitali vanno meglio. A quanto ho sentito ultimamente, molti editori non le pubblicano neanche più, le versioni Ebook.

La gente vuole cartaaa! L'ho già detto?


E quindi, adesso?

Torniamo alla domanda iniziale. Perché questo blog?

Ovviamente perchè voglio provarci un'altra volta. Oppure, meglio, voglio provare questa cosa nuova dell'IA, dicasi Intelligenza Artificiale, che a quanto sembra fa paura a tutti. Preoccupa anche me, per vari motivi, ma almeno nel mio settore secondo me ci sono anche dei risvolti positivi, anzi delle nuove enormi possibilità.

Per esempio, stavolta faccio a meno non solo dell'Editore, ma anche del Disegnatore. Faccio proprio e davvero tutto solo io!
E non è per cattiveria o ingordigia, ma perché, e questo va chiarito una volta per tutte, il disegnatore può essere un grosso limite per lo sceneggiatore: se un disegnatore è bravo a sa fare il suo mestiere,  La Storia ne guadagna, altrimenti è una vera palla al piede che la fa affondare per sempre!

Io ho avuto la fortuna di lavorare con grandissimi autori - Giorgio Cavazzano e poi Massimo De Vita, Roberto Marini, Paolo Mottura, Davide Cesarello, G.B. Carpi e tanti altri selezionati dall'universo Disney -  e quindi le mie storie sono state viste (prima) e lette (dopo) con interesse. Anzi, la loro abilità le ha arricchite e rese ancora migliori.  Ma quanti sceneggiatori hanno scritto delle ottime storie che però sono state appena adocchiate dai lettori che hanno visto dei mediocri disegni e le hanno lasciate da parte?
Una storia a fumetti si giudica prima dal disegno, o da una bella copertina o da una bella prima pagina, e solo dopo ci si ricorda il contenuto, la trama, che se è bella si ricorda per sempre.
Ma se non cominci a leggerla perché il disegno non ti prende, per lo sceneggiatore è una rovina. (Infatti, anche per questo, il disegnatore è pagato tre o quattro volte più dello sceneggiatore; eppure è quest'ultimo che crea la Storia).

Adesso l'IA cambia tutto e dà a chiunque la possibilità di creare un'opera completa (ovviamente anche agli stessi disegnatori, perché il discorso fatto sopra vale anche all'opposto), con la sola limitazione dello strumento tecnico, che però é in continua evoluzione e diventa sempre più potente.

In particolare, voglio provare  a usare l'AI, creando delle storie illustrate da immagini che si animano quando le guardate (e che potete rivedere se vi va).
Provate a farlo con un giornaletto di carta! Eh! Eh!

E' una via di mezzo tra le lettura tradizionale, che facciamo con i nostri tempi, con le pause che ci servono, leggendo o rileggendo... e la ricchezza del video, molto più interessante di una pagina scritta, ma che ci obbliga ad un ritmo suo e senza la possibilità di momenti di distrazione. Con queste immagini animate, da inserire nei momenti chiave del testo, abbiamo i vantaggi dei due metodi, aiutando l'immaginazione del lettore, mostrando meglio quello che vogliamo dire e offrendogli spesso qualcosa di sorprendente. 

Che sia la volta buona che io arrivi a creare una cosa nuova che piace a molti? Che in qualche modo cambi le cose in questo settore dell'editoria decisamente in declino?

Non lo so,  e al punto in cui sono non mi interessa nemmeno. Ho 76 anni e non faccio progetti per il futuro. Adesso voglio solo mantenere sveglio il cervello e divertirmi a leggere le mie storie ancora una volta in modo diverso. I primi tentativi mi piacciono molto e dimostrano che l'IA è veramente rivoluzionaria. Sono curioso di vedere cosa riuscirò a fare.

E quindi, qual'è la conclusione?

La conclusione che mi sento di dire è che, qualunque sia quello che desiderate, bisogna provarci sempre. Io ci ho sempre guadagnato. Anche quando ho fallito, ho capito meglio com'è fatto il mondo, cosa so e voglio davvero fare e quali sono veramente le cose che contano.

Mi ricordo una sera di tanti anni fa quando un amico comune mi presentò a Giorgio Cavazzano, anche lui giovane come me. Voleva che imparassi a ripassare in china i suoi disegni con il pennello, affinchè lui (che faceva lo stesso lavoro per Romano Scarpa, allora un importante disegnatore Disney) potesse smettere e diventare disegnatore a sua volta.
Io, giovane studente di Ingegneria che aveva appena preso 30 su 30 al primo esame - Analisi Matematica 1 - avrei potuto snobbare un mestiere simile, invece ci provai... e vidi che non avevo tempo e voglia di disegnare, ma potevo inventare e scrivere delle storie che magari Cavazzano avrebbe disegnato. Così diventai uno dei più prolifici autori Disney, vivendo una vita completamente diversa da come avevo immaginato. Una vita bellissima, libera, creativa, spesso difficile e impegnativa, certo, ma assolutamente fantastica.

Un'altra volta, avevo incontrato una ragazzina simpatica e carina, ma con un carattere difficile ... mi dicevano di lasciar perdere, ma io pensavo che fosse a causa di una famiglia poco coesa, di poco amore... così decisi di fare di testa mia e di provare a cambiarle la vita. E la sposai.
Ho aperto la scatola e ci ho trovato il regalo più bello del mondo: una moglie perfetta che mi capisce, mi aiuta e mi ama da tutta la vita e con la quale ho discusso e scritto centinaia di storie! Se non ci avessi provato, probabilmente sarei già morto.

Quindi, questa è la mia conclusione: provateci!

E' così che funziona anche la Natura. Ci prova... e non si sa mai cosa può venirne fuori!




Commenti

  1. Arrivo solo ora in questo blog e.... già solo questo post è favoloso: quanto entusiasmo, passione, intraprendenza e capacità di visione da uno dei migliori autori Disney di sempre!
    E' così bello vederla sempre avanti a tutto!!

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